Altro che favorevoli o contrari…

Recentemente siamo stati sottoposti a una pubblicità televisiva che per me risulta un vero insulto all’intelligenza: un confronto d’opinione a partire da una partita di scacchi che voleva insinuare nella mente degli italiani la necessità di discutere in un ipotetico “forum on line” sull’introduzione o meno del nucleare in Italia. Si tratta di una discussione del tutto inutile, e sarebbe stata inesistente fino a qualche mese fa, se un ministro della repubblica non si fosse espresso favorevolmente al recupero di questo genere di produzione di energia nel nostro paese. Una campagna pubblicitaria progettata a tavolino per promuovere un referendum che probabilmente permetterà ad una ristretta lobby di tecnici, manager e comunicatori di trarre profitto dal movimento di finanziamenti pubblici necessari per promuovere, pubblicizzare, convincere e pianificare il nucleare. Non dico realizzare centrali nucleari, questo per fortuna sarà difficile. Solo parlarne. Infatti, considerati tutti gli aspetti economici e di mercato, c’è da dubitare che qualche grande produttore di energia decida di investire su nuove centrali nucleari in Italia se non grazie a consistenti finanziamenti pubblici, ovviamente a fondo perduto. E’ lecito il sospetto quindi che si tratti dell’ennesimo marchingegno progettato per spillare i soldi dallo stato come per le grandi opere pubbliche. Bisogna essere realistici: costa meno comprare questo genere d’energia dall’estero che produrcela in casa, in attesa che si esauriscano nei prossimi decenni pure i giacimenti di uranio oltre quelli dei combustibili fossili. Al di là della questione “sicurezza” che, come si è visto, è tutta da dimostrare. Se lo stesso premio nobel, il fisico nucleare Carlo Rubbia sostiene che è inutile accanirsi su una fonte di energia che non riesce ad offrire ormai nessun efficace incremento in termini di produttività e sicurezza, risulta insopportabile una propaganda che assegna proprio il pedone nero e l’inflessione di voce contrariata a chi invece guarda avanti, pensa ad altre forme di energia, pensa positivo. La mancanza di una adeguata politica energetica nazionale che metta insieme la grande opportunità delle nuove tecnologie e lo straordinario sistema territoriale e geografico italiano invece di rincorrere modelli ormai superati che gli altri paesi occidentali stanno già abbandonando da anni: questa è la vera discussione da fare.

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