Sostenibilità e paesaggio nell’Europa contemporanea

Abstract della conferenza tenuta il 10 novembre 2011 all’Accademia di Architettura di Mendrisio

La sfida lanciata dai protocolli internazionali sull’ambiente vede ormai da alcuni lustri l’antico continente in prima linea per l’elaborazione di politiche urbane e territoriali innovative e la sensibilizzazione verso nuovi e diversi modelli comportamentali, maggiormente attenti alla sostenibilità ambientale che si affianca ormai di norma, a quella economica, sociale e istituzionale: in primis per il peso nella produzione e consumo di beni materiali ed immateriali; secondo per la concentrazione di strutture urbane e di infrastrutturazione del territorio; inoltre per la straordinaria continuità storica delle stratificazioni antropiche che ci tramanda uno dei patrimoni paesaggistici più ricchi e suggestivi del mondo; infine per la consapevolezza del ruolo guida e di modello svolto dagli organismi europei nel sostegno delle politiche ambientali e della cultura in ogni sua manifestazione.
A distanza di alcuni decenni dai primi studi teorici sulla sostenibilità ambientale possiamo tranquillante affermare che essa viene ormai condivisa ampie aree della comunità scientifica internazionale e che le sue applicazioni pratiche sono impiegate con regolarità nella gestione del territorio e in molti settori di produzione. Potremmo sostenere che l’orizzonte economico all’epoca della globalizzazione è rappresentato dalla sostenibilità ambientale e dalle sue applicazioni pratiche, da molti identificate nell’insieme come Green Economy.
Anche la categoria culturale del paesaggio ha cessato di esprimere unicamente il suo valore iconico e di sfondo al gesto architettonico per assumere quello di strumento di progettazione alla scala ampia: la pianificazione territoriale e l’urbanistica hanno assunto il paesaggio come livello di progettazione integrata grazie alla sua natura multidisciplinare, cioè capace di raccogliere e far interagire innumerevoli elementi presenti sul piano fisico, istituzionale, storico e culturale.
L’elenco dei temi si rinnova anche a partire da una ricerca continua offerta dalle esigenze espresse delle pubbliche amministrazioni (Agenda 21 locali) nella gestione quotidiana del territorio secondo i principi della sostenibilità ambientale. Inoltre la gestione dei progetti a grande scala che richiede crescenti competenze tecnologica e l’impiego anche parziale di discipline molto diverse offre oggigiorno all’architettura del paesaggio nuove opportunità professionali, sancite anche dalle normative dei singoli paesi riferite alla ratifica della Convenzione Europea del Paesaggio che sostiene i principi di consapevolezza sociale e politica del paesaggio come opportunità di sviluppo per le collettività locali. Ricerche per rendere maggiormente obiettive le normative sull’impatto paesaggistico dei piani regionali e di nuove infrastrutture a scala territoriale, al pari delle valutazioni ambientali, sono ormai nel programma dei principali osservatori ed organismi europei afferenti al paesaggio europeo.

Ascolta la registrazione dell’intervista rilasciata alla RSI Radio Televisione Svizzera “Lo sciamano in bicicletta” del 23 dicembre 2011 alle ore 17.05 a cura di Feo del Maffeo

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