Margherita Hack. Osservazioni non indifferenti

Vent’anni fa ebbi modo di conoscere Margherita Hack in occasione di una intervista nel suo studio di Trieste. Il modo migliore per ricordarla e ringraziarla è pubblicarne ora uno stralcio di grande attualità sul tema dell’inquinamento luminoso delle nostre città.

D: Quindi la notte, in città, serve solo a “portar consiglio”.
R: Le città odierne non permettono l’osservazione notturna non solo ai professionisti, ma nemmeno ai molti astrofili. Queste persone spinte da una passione a livello amatoriale, si divertono a guardare il cielo con piccoli telescopi, ma difficilmente  riescono a trovare, anche in aperta campagna, luoghi abbastanza bui. Il desiderio di recuperare questa cultura popolare, di conoscere il cielo e le costellazioni, può essere soddisfatto, ad esempio, installando un’illuminazione urbana diretta verso il basso. […]
D: Il problema dell’inquinamento luminoso nelle città non è quindi di marginale importanza.
R: Se guardiamo le fotografie dell’Europa scattate dal satellite scopriamo un’immagine piena di macchie luminose, prodotte dall’illuminazione artificiale. Non sembrano riprese fotografiche della Terra, ma di una costellazione. Le zone più illuminate dell’Italia risultano le città di Milano, Roma e Napoli. Solo gli appennini sono ancora scuri insieme alla Sardegna. L’Inghilterra e la Francia soffrono anch’esse di un eccessivo illuminamento simile al nostro. Ormai la gente si è abituata a non sentire più il cielo come un soffitto naturale, ma vive come dentro una bolla illuminata. Le conseguenze culturali di una simile perdita d’orizzonte è riscontrabile, ad esempio, nei bambini. Vivono in città, ma non sanno più cos’è il cielo. Una volta conoscevano i principali pianeti e le diverse costellazioni, la Via Lattea e si individuava la loro posizione nelle diverse stagioni. I pastori e i contadini si tramandavano oralmente questa cultura che li aiutava a orientarsi nei loro spostamenti e a fare modeste previsioni meteorologiche, come “… le nuvole vengono dalla parte d’Oriente e allora domani pioverà!”  Era una cultura popolare basata sull’osservazione nei secoli che, ora, si è persa completamente perché il cielo non si scorge più. […]

Tratto da “Margherita Hack. Osservazioni non indifferenti” in Città di confine. Conversazioni sul futuro di Gorizia e Nova Gorica. A cura di Alfonso Angelillo, Antonio Angelillo, Chiara Menato, Nuova Dimensione Ediciclo , Portogruaro 1994. ISBN 88-85327-43-5

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